di Sandro Tatàno

Il team Tamaco condivide da vent’anni un lavoro fatto con passione, equilibrio, gusto per il bello, libertà, coraggio, rispetto dei tempi, stile e senso di appartenenza al centro del Mediterraneo quale fonte di ispirazioni.
Questi sono i valori del team Tamaco, che vengono trasferiti ai propri clienti attraverso ciascun lavoro prodotto dalle aree: adv-creatività, adv-media, eventi e design.

In tal senso il processo di selezione e formazione costante delle risorse umane si ispira alla filosofia di Eleanor Roosevelt, la quale asseriva che “il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni”.

Adv-creatività è composta da un collaudato gruppo di risorse professionali animato nella creatività dallo stile Tamaco, che predilige la ricerca della “giusta immagine”; perché dietro ogni immagine fotografica c’è:

  • una storia;
  • l’originalità;
  • un’allegoria.

Così l’immagine fotografica sintetizza la libertà delle “idee in movimento” nel costruire per ciascun cliente il proprio messaggio di Comunicazione Integrata. L’attenzione alla cornice dell’immagine per comunicare un prodotto/servizio – dalla location all’intensità della luminosità, dalla cura dei dettagli scenografici alla bellezza naturale della testimonial – trova la perfetta collocazione in Sicilia, nel palcoscenico della storia.

Adv-media è da sempre contraddistinta dalla tematicità dei media rappresentati da Tamaco (televisione satellitare, periodici e quotidiano) che rappresenta l’individuazione del giusto target per la comunicazione della campagna pubblicitaria fotografica del prodotto/servizio.

Eventi rappresenta un’area importante di attività di comunicazione diretta declinata nella duplice azione di allestimenti e manifestazioni. La comprovata esperienza negli eventi contribuisce al raggiungimento del contatto diretto tra il prodotto/servizio e l’utente/consumatore finale.

Design è l’esperienza più avanzata ed attuale sviluppata dal team Tamaco, sintetizza la più alta espressione moderna di Comunicazione Integrata. Rappresenta il laboratorio di ricerca e sviluppo per la realizzazione di innovativi progetti.

Il Piano di Comunicazione Integrata compendia la sintesi delle azioni delle singole aree combinate tra loro nel conseguimento della ricerca di un corretto equilibrio nella comunicazione.

In Tamaco la curiosità è il mood dell’azienda, del suo team. Essere curiosi ci ha insegnato ad applicarci con metodo, dedicando particolare attenzione alla conoscenza degli aspetti tecnici della comunicazione integrata. E poi le giornate, le ore trascorse in Tamaco sono “strane”, quando davvero desideri trovare la giusta idea… alla fine all’improvviso la incontri, la scopri.

Tutto questo è Tamaco… idee in movimento.

Pubblicato in data: 1 aprile 2010 all'interno di: Magazine
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Nero d’Avola Festival nasce nel 2005 per promuovere, da un lato i territori della Sicilia vocati all’enoturismo; dall’altro, coadiuvare gli attori protagonisti attraverso la formulazione di pacchetti turistici e l’animazione dei loro territori. Ciò significa la creazione di un desiderio complessivo di esperienza, attraverso la costruzione di itinerari ed eventi turistici volti alla conoscenza e alla scoperta dei capolavori dell’arte e della cultura in genere, ma anche dei gusti e dei sapori del territorio che si condensano nei vini, negli oli, nei formaggi e nei piatti della tradizione italiana e, più specificatamente, siciliana. Sono tutti principi basilari che collegano in filo comune tutte le risorse della nostra tradizione culturale legata all’enogastronomia: il nostro Paese racconta di un mondo agricolo che accompagna, con le sue pregiate risorse, la nostra storia e la nostra cultura da secoli. Vino e cibo sono, di fatto, un binomio inscindibile e, in questa direzione, il rapporto tra Nero d’Avola Festival e l’associazione Charming Italian Chef (CHIC) intende rafforzare la proposta di consumo che tende a privilegiare il meglio delle produzioni territoriali in cui operano i professionisti della cucina e dell’enologia italiana. Ispirato alla tradizione enologica siciliana e volta a valorizzare le radici locali, il territorio e la tipicità, Nero d’Avola Festival appare come tra le più interessanti iniziative nazionali per lo sviluppo di un turismo enogastronomico nel quale le diverse realtà produttive del settore vitivinicolo si integrano con quelle della ricettività (tradizionale ed agrituristica), della ristorazione e della cultura locali. Allo stesso modo, la ricerca quotidiana, appassionata dei prodotti più genuini della terra, contraddistingue il lavoro dei cuochi di CHIC, che per scelta e per filosofia, da sempre hanno un rapporto intenso ed unico con i produttori locali. Quali ambasciatori del Gusto Italiano nel mondo, i ristoratori che fanno parte di Chic uniscono la tradizione con l’innovazione, dedicano nella preparazione dei piatti e delle ricette una particolare cura nella scelta del tipo di prodotto, nelle forme, nella delicatezza e naturalità dei sapori, nella fragranza degli odori, nei tempi di cottura, nell’accostamento con i vini. Una cucina, fatta di prodotti e di uomini, che rappresenta un momento di aggregazione, scambio reciproco, messaggio educativo per sviluppare la cultura della tavola; un biglietto da visita fondamentale per la promozione dell’incoming turistico dei nostri territori. Da queste premesse nasce la collaborazione tra Nero d’Avola Festival e “Serate Chic”, la grande esclusiva Festa d’Estate che si è tenuta il 6 luglio 2011 a Taormina nell’incantevole cornice del Grand Hotel Atlantis Bay. La manifestazione ha fatto riscontrare una grande partecipazione in virtù delle presenze raddoppiate rispetto all’edizione dello scorso anno. Una serata che, come da propositi degli organizzatori, si è svolta all’insegna dell’Unità d’Italia che si realizza a tavola, con nove chef stellati che hanno realizzato piatti delle diverse tradizioni culinarie regionali, abbinati esclusivamente a vini siciliani di qualità. Vini siciliani, dunque, che l’hanno fatta da padrone, con ben dodici cantine presenti a Taormina, per un numero complessivo di quindici vini. Doveroso il tributo dei partecipanti agli chef, protagonisti della serata, apprezzati nella loro arte: Pietro D’Agostino de La Capinera di Taormina, Accursio Craparo de La Gazza ladra di Modica, Fabio Baldassarre dell’Unico Restaurant di Milano, Giuseppe Mancino de Il Piccolo Principe di Viareggio, Carmine Calò de Il Salviatino di Firenze, Giuseppe Ponticello del Grand Hotel Atlantis Bay di Taormina, Franco Raneri del Grand Hotel Mazzarò Sea Palace, Giuseppe Costa de Il Bavaglino di Terrasini, Domenica Vagnarelli del Mediterraneo di Alba Adriatica. Ma le eccellenze siciliane non hanno interessato la sola sfera enogastronomica. Nel corso della serata è stata presentata anche la collezione primavera/estate 2011 di Marzia Donzelli, emergente stilista palermitana che, per la realizzazione dei suo abiti, si è ispirata alle isole Eolie: «Ho presentato una collezione primavera-estate 2011 – afferma –, che riguarda mare e non. Si tratta di tutti capi made in Italy. I tessuti che ho utilizzato sono sete, lini e cotoni, tutti italiani e in  certi casi francesi. Ma ho dato spazio anche per abbigliamento di altro genere, per accessori realizzati con le pietre. Siamo contenti di potere partecipare allo spirito dell’evento con l’esibizione dei nostri capi». Mentre gli chef erano all’opera, la serata ha ospitato l’intervento di Dario Cartabellotta, direttore generale dell’Istituto regionale della vite e del vino, cui è andato il ringraziamento dell’organizzazione per il coordinamento svolto dall’Istituto. «È un grande piacere potere costatare come il vino siciliano sia al centro di una manifestazione di questo genere – il commento di Cartabellotta –. La qualità dei vini delle nostre cantine fa da sottofondo ai piatti preparati questa sera dagli chef, a dimostrazione di come i prodotti della nostra terra non siano destinati a rimanere solo una prerogativa della Sicilia. Abbiamo grandi potenzialità e il nostro vino può essere d’accompagnamento per ogni tipo di cucina. Questa splendida serata lo dimostra. Ed è un onore potere celebrare i prodotti siciliani nella location di Taormina, in una zona non distante dall’Etna, terra da cui nascono grandi vini». Tra gli organizzatori lo chef Pietro D’Agostino, che spiega così lo spirito della manifestazione: «Attraverso questa Festa dell’estate si vuole valorizzare il prodotto del territorio. I dieci chef, tra i più bravi a livello nazionale, ripercorrono i sapori della Sicilia, ma in chiave moderna, il tutto con un adeguato abbinamento di vini. Al centro del nostro pensiero c’è la Sicilia e la voglia di valorizzare i sapori di questa terra. Tutte le nostre eccellenze abbinate ai vini siciliani per quello che vuole essere un puro “made in Sicily”. O meglio, solo “made in Sicily”». A portare i saluti di Chic il direttore Raffaele Geminiani: «Questa serata rispecchia gli auspici che ci eravamo prefissati. Il concetto di fondo di un evento di questo genere è quello di dare la possibilità di degustare piatti provenienti dalle diverse identità culinarie regionali, garantendo un’opportunità di conoscenze solitamente impedita dalla caratterizzazione delle cucine locali. Vedo una grande partecipazione. Ancora una volta Taormina e la Sicilia si rivelano sede di grande ospitalità». Alle parole di Geminiani fanno eco quelle di Nicola Micena, che dal Grand Hotel Atlantis Bay, location che ospiterà la Festa dell’estate, fa le veci del padrone di casa. «Questa serata organizzata da Chic e Nero d’Avola Festival, la Festa dell’estate, è una grande opportunità che stiamo offrendo alla nostra clientela – afferma –. Per quanto riguarda la Sicilia, sul piano enogastronomico, giunge la possibilità di un confronto con altre identità culinarie, nel solco di una tradizione che guarda avanti e che si rinnova». Lo spirito della serata è stato sposato dall’Assessorato regionale alle risorse agricole e alimentari. Era presente a Taormina, infatti, l’assessore Elio D’Antrassi: «Il nostro assessorato si fa sostenitore e promotore dei prodotti e dei vini siciliani di qualità. Una serata di questo genere rappresenta di per sé un successo, ma anche un punto di partenza perché la qualità espressa dalla Sicilia possa essere sempre più apprezzata in contesti non necessariamente locali».

Pubblicato in data: 11 luglio 2011 all'interno di: Magazine
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Simona Modica, indossatrice e modella.

A sei anni manifesta una naturale vena artistica nel campo della pittura prima e della moda dopo.

Infatti da giovanissima inizia a calcare le passerelle palermitane come indossatrice valorizzando la sua inconfondibile falcata da “pantera”.

E’ un dono naturale – amplificato dall’altezza – che ben presto diventa una professione, posizionandosi tra le migliori indossatrici siciliane.
Dal 2011 inizia – quasi per gioco – l’attività di modella portando sul set esperienza e straordinaria bellezza fisica.

Pubblicato in data: 7 luglio 2011 all'interno di: Testimonial
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Cliente: MAD – Marzia Donzelli
Photo: Marina Cerami
Direzione: Sandro Tatàno
Location: Provincia di Palermo
Testimonials: Simona Modica e Veronica Caracozzo
Trucco: Gaetano Pusanti

Pubblicato in data: 7 luglio 2011 all'interno di: Video
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Cliente: MAD – Marzia Donzelli
Photo: Marina Cerami
Direzione: Sandro Tatàno
Location: Provincia di Palermo
Testimonials: Simona Modica e Veronica Caracozzo
Trucco: Gaetano Pusanti

Pubblicato in data: 7 luglio 2011 all'interno di: Produzioni
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Tratto da: La Sicilia del 03/12/2005

Si svolge a Sambuca, nella fascinosa sede dell’ottocentesco teatro comunale L’idea, dalle ore 11 di oggi, il “Nero d’Avola Festival 2005″. Si tratta di una giornata di spunti e riflessioni sulle strategie per l’enoturismo in Sicilia. Una tappa che fa seguito a quella svoltasi, sabato scorso, a Erice alla fondazione Ettore Majorana, Centro internazionale di cultura scientifica. A fare il punto sulla situazione, un selezionato gruppo di partecipanti, scelti tra il mondo scientifico, imprenditoriale, istituzionale, turistico e della comunicazione che si confronteranno sulla tematica dell’enoturismo in Sicilia nella sua interezza e da diversi punti di vista, allo scopo di individuare le migliori strategie funzionali e concrete attuazioni per un rapido sviluppo economico. Elementi propulsivi dell’iniziativa, organizzata dalla Tamaco di Sandro Tatàno, gli assessori regionali al Turismo, Agricoltura e Foreste, Territorio e Ambiente, che si sono avvalsi della collaborazione di esperti del settore, collaboratori scientifici, docenti universitari, allo scopo di dare concreta attuazione a un ambioso progetto che ha, come diretti destinatari, vitivinicultori, cantine sociali e non solo. Questo il programma della giornata: alle 11 saluto del sindaco di Sambuca, Martino Maggio. Sono previsti gli interventi di Dario Cartabellotta, dirigente dell’assessorato Agricoltura, Francesco Cascio, assessore regionale Territorio e Ambiente, Felice Crosta, direttore dell’assessorato all’Agricoltura, Fabio Granata, assessore regionale al Turismo, Innocenzo Lentini, assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni Lo Bue, dirigente dell’assessorato Territorio e Ambiente, Agostino Porretto, direttore assessorato al Turismo. Relazioneranno: Salvatore Ciancimino dell’Ateneo palermitano, Pietro Di Miceli e Maria Giacone, Vincenzo Pernice, Angelo Castellana, Gaetano Basile, Salvatore Di Martino. Modererà i lavori il giornalista Guido Monastra. Al termine, al salone delle feste della Banca di Credito Cooperativo di Sambuca, momenti di degustazione dei vini delle cantine: Casa Montalbano, Cellaro, Di Giovanna, Di Prima, Feudo Arancio, Monte Olimpo, Planeta, insieme con gustosi assaggi di prodotti tipici locali.

Pubblicato in data: 24 novembre 2010 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: La Sicilia del 03/12/2005

“Il Nero d’Avola Festival” è un progetto perfettamente in linea con lo straordinario balzo in avanti compiuto, in questi ultimi anni, dalla produzione vinicola siciliana. Due le linee guida che lo caratterizzano: l’offerta personalizzata di pacchetti turistici e l’entertaiment all’interno delle cantine e nei territori nei quali esse insistono. Entrambe tendono a configurare una vera e propria “esperienza emozionale” che permette al turista di entrare pienamente in comunione con la realtà del luogo per instaurare un legame di comunicazione bilaterale. Una riflessione, questa, che porta a distinguere tra una logica di semplice prodotto – il vino – come finora è stato, e una invece di sapori-itinerari: in quest’ultima si sposta l’accento sul territorio inteso quale “insieme di tutti gli elementi che connotano il contesto di vita di una comunità locale”. Una intuizione che porta alla considerazione che l’enoturismo, in Sicilia, deve partire dall’idea cardine della bottiglia di vino intesa quale “cartolina liquida”, nel suo ruolo di promozione turistica e territoriale. Da qui l’inderogabile promozione delle risorse enogastronomiche considerate come beni culturali. Nasce così l’inscindibile binomio “vigneti e cantine” visti nella nuova luce di attrattori turistici, oltre che di centri di produzione. Si impone quindi, in quest’ottica, un processo di conversione delle strutture produttive, le cantine appunto, in luoghi capaci anche di accogliere e fare comunicazione e marketing del prodotto vitivinicolo e del turismo enogastronomico. Un progetto che mira a creare profonde sinergie e intese tra i tre assessorati regionali Agricoltura e Foresta, Territorio e Ambiente, Turismo e Cultura. Non per nulla i più alti dirigenti dei tre assessorati in questione si sono riuniti attorno a un tavolo tecnico, dando vita a un ragionamento comune che ha, come posta in gioco, un settore molto importante dell’economia siciliana. “Nel progetto Nero d’Avola Festival 2005 – ha avuto modo di dichiarare l’assessore regionale alla Agricoltura e Foreste, Innocenzo Leontini – c’è quindi la volontà del vino di farsi portavoce della sicilianità, per permettere a visitatori e turisti di scoprire itinerari assolutamente inediti. Come si è potuto osservare in questi ultimi anni, il turismo legato alla scoperta del vino è sempre più affiancato da motivazioni culturali, artistiche e paesaggistiche, con periodi di permanenza anche lunghi. L’obiettivo di questo progetto è quindi di assecondare la crescente esigenza di personalizzare del pacchetto turistico, con proposte anche di nicchia, che si traducano in offerte altamente specializzate. Partendo da queste considerazioni, le giornate del “Nero d’Avola Festival 2005″ costituiscono sicuramente un’occasione per sviluppare nuove strategie in questo campo, un momento di riflessione e di proposte per incrementare ulteriormente le nostre conoscenze e stringere accordi di rilievo. Parallelamente non si può non tenere conto della necessità che il made in Sicily, vero e proprio simbolo di qualità, venga tutelato e rafforzato con una identità riconoscibile e fondata su ricerca, innovazione e formazione, come sostiene con convinzione Dario Cartabellotta, alto dirigente dello stesso assessorato Agricoltura e Foreste. “Per questo motivo – ha avuto modo di affermare a Erice – è partito il progetto “Valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani”, volto specificatamente ad attivare ricerche su miglioramenti genetici, selezione sanitaria, caratterizzazione enologica, conservazione in purezza del materiale viticolo, studio di microrganismi autoctoni ed effetti salustici dei vitigni siciliani. Che non si tratti di semplici chimere lo dimistra il fatto che, nell’ultimo decennio, si è assistito al moltiplicarsi delle imprese legate al nome del Nero d’Avola: il sogno si è fatto realtà. L’obiettivo di oggi è quello di far diventare il buon vino un prodotto alla portata di tutti i consumatori, più o meno benestanti”. Insomma il rilancio della Sicilia passa anche attraverso il prodotto più antico dell’uomo, il vino, che ha trovato una giusta collocazione negli ultimi anni in Sicilia. Da semplice vino da taglio per abbassare la gradazione dei vini del Nord, si è pian piano passati a produzioni specifiche, raggiungendo livelli eccelsi di qualità e ponendosi fra i miglior prodotti italiani  e dunque mondiali. Adesso non rimane che sfruttare questo buon momento del mercato internazionale che chiede vino esclusivamente di alta classe.

Pubblicato in data: 16 novembre 2010 all'interno di: Dicono di noi
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Tratto da: Il Corriere Vinicolo del 25/09/2006

Le Strade del vino rappresentano davvero uno strumento utile per promuovere la crescita della vitivinicoltura siciliana? Alla fine di una settimana passata a visitare alcuni tra i più suggestivi territori turistici ed enologici della costa occidentale della Sicilia, l’interrogativo resta aperto. Una cosa è comunque certa: quest’isola è in grado di trasmettere emozioni forti e di retative, e che da subito rendono banali i tanti luoghi comuni esistenti sulla terra siciliana. Adesso la sfida consiste nel riuscire a dare forma a queste enormi potenzialità, trasformando le emozioni in concreti vantaggi competitivi, sia per il vino siciliano che per il turismo dell’isola. L’occasione per elaborare queste brevi riflessioni è stata offerta dalla seconda edizione del “Nero d’Avola Festival”, organizzata dalla società Tamaco di Palermo in collaborazione comunicazione, Territorio e Ambiente), con le Province di Trapani e Palermo, e con l’Azienda Foreste Demaniali. Un lungo elenco di organizzatori, che sta ha testimoniare quanto su l’isola sia forte la volontà di aggregare forze diverse attorno a un unico obiettivo. Lavorare assieme. Una delle più evidenti novità percepite a conclusione di questo soggiorno in Sicilia è proprio la crescente consapevolezza, di lavorare assieme, non solo all’interno delle singole Strade del vino, ma anche cercando di promuovere un unico coordinamento enoturistico a livello regionale. Realtà complesse. A questo proposito basti pensare che sull’isola sono già presenti 11 diverse Strade del vino, alle quali se ne potrebbero presto aggiungere 4. E ognuno di questi territori rappresenta una realtà complessa, difficilmente tutto straniero. Il problema consiste proprio nel riuscire a comunicare nel modo migliore questi itinerari, dietro ai quali si nascondono innumerevoli botteghe di artigiani, musei, alberghi, opere d’arte e ovviamente, aziende vitivinicole. Il brand Sicilia. A questo proposito si ha la sensazione che investire contemporaneamente in comunicazione su 11 o più fronti possa rivelarsi alla lunga controprodume Sicilia, e proseguire solo in un secondo tempo a valorizzare i vari territori enoturistici dell’isola. Sta di fatto, comunque, che in Sicilia la voglia di cambiare è davvero palpabile. Lo dimostra anche l’originale formula scelta per organizzare questa seconda edizione del “Nero d’Avola Festival”: per tutta la durata dell’evento, infatti, i partecipanti hanno soggiornato sulla nave da crociera Ammarì, e hanno viaggiato in quattro province (Agrigento, Trapani, Pantelleria, Mazara, Marsala, Castellammare del Golfo e Salina). Sempre in Sicilia alcuni operatori turistici cominciano già a organizzare i primi viaggi lungo le Strade del vino con i trasferimenti in barca a vela e proponendo all’interno spostamenti in auto, in bicicletta o a cavallo. L’anello debole. E la viticoltura siciliana? Probabilmente resta l’anello debole della filiera, stretta tra il crescente successo fatto registrare dal Nero d’Avola e prezzi delle uve in calo. Al di là di tutti gli enormi sforzi fatti in questi ultimi anni per promuovere le Strade del vino, il futuro della viticoltura dell’isola appare dunque ancora incerto, e a far le spese sembrano essere soprattutto i piccoli viticoltori. Diverso invece il discorso che riguarda i grandi nomi dell’enologia siciliana, a partire dalla cantina sociale Settesoli, fino ad arrivare ad aziende private quali Pellegrino, Florio, Fazio e Calatrasi, che dimostrano una grande vitalità nell’innovazione di prodotto e di marketing. Senza dimenticare poi che una parte di questa spinta al cambiamento è arrivata anche dal Continente, è più in particolare dai grandi gruppi vitivinicoli che in questi ultimi anni hanno acquistato cantine e terreni sull’isola: tra questi Zonin, Mezzacorona e Gruppo italiano vini. Tante Sicilie. Insomma, la Sicilia del vino non esiste ancora. Esistono piuttosto tante realtà molto diverse l’una da l’altra, che faticosamente stanno cercando di condividere alcuni obiettivi. E da questo punto di vista ciò che sta succedendo in Sicilia non è poi così diverso da quello che accade da ormai diversi anni anche in altre regioni italiane.

Pubblicato in data: 9 novembre 2010 all'interno di: Dicono di noi
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