Blog 1

La comunicazione integrata è conversazione

Il nuovo millennio

Sono trascorsi i primi quindici anni del nuovo millennio e nell’anno in corso si è consolidata definitivamente la connessione integrata tra il mondo della comunicazione e quello d’impresa fino alla relazioni pubbliche.

Anche il mercato con i suoi protagonisti principali ha compreso che non esistono più i tre classici comparti distinti, ma coesiste un’unica esigenza di conversazione integrata – senza spazio e senza tempo – che coinvolge la marca, gli stakeholder e gli individui-consumatori.

Finalmente non siamo più obbligati a connetterci con un pc attraverso una presa di corrente ed un router; oggi la connessione con il nostro universo di riferimento è nelle nostre tasche con una potenza di calcolo che cresce anno dopo anno ed una velocità di user experience in salita esponenziale.

Oggi – secondo Sandro Tatano – il nostro smartphone è diventato la porta di ingresso a ogni nostro desiderio in tempo reale che possiamo aprire e chiudere, accendere o spegnere, a nostro piacimento.

Pertanto non ha più senso suddividere gli aspetti della comunicazione da quelli della conversazione tra agenzia, cliente (azienda/marca) e individuo-consumatore.

Oggi il menù della relazione si è arricchito di nuovi strumenti, spazi e modalità di conversazione.

D’altra parte le persone – individuo-consumatore – parlano delle cose che fanno, desiderano condividerle e i social network hanno dato loro la possibilità di farlo senza spazio e senza tempo.

Pertanto le aziende oggi devono prendere coscienza di tale fenomeno allontanandosi dal modo classico di comunicare usato fino adesso.

Come comunicare

Non è più possibile comunicare con modalità più controllate come ieri, perché le informazioni non si possono più controllare in quanto le persone parlano a prescindere, commentano, condividono e quindi diventa fondamentale per le aziende partecipare a tale conversazione interagendo alle discussioni. Infatti, secondo Sandro Tatano, oggi il computer e i suoi fratelli più giovani – smartphone e tablet – hanno già cambiato il nostro modo di vivere, di lavorare, e in gran parte di socializzare.

In tal senso è importantissimo per le aziende definire insieme alle agenzie cosa dire all’individuo-consumatore e con quale tono di linguaggio.

A tal fine si ricorda che la recente analisi a cura del Reputation Institute rileva che l’individuo-consumatore nella fase di scelta finale di acquisto è influenzato per il:

– 40% dal prodotto;

– 60% dalla percezione positiva dell’azienda (alcuni valori: etica, sostenibilità, trasparenza, dialogo su internet).

Conversazione

Pertanto bisogna essere sempre più disponibili al coinvolgimento del proprio pubblico – engagement – ed al contempo efficaci nei processi di reporting.

Parola d’ordine di Sandro Tatano: comprendere l’individuo-consumatore e viaggiare sulla sua stessa lunghezza d’onda, generando una condivisione responsabile.